Ascoltare il respiro dei boschi, avvolti dalla quiete che rimbomba tra le vette più alte delle Dolomiti di Brenta, Patrimonio Mondiale dell’Unesco che si staglia maestoso da millenni nel Trentino occidentale, oppure tra le imponenti fenditure dei canyon del Colorado, testimoni silenti dalla bellezza selvaggia incastonati nel Parco Nazionale di Mesa Verde. Lasciarsi cullare dallo sciabordio delle onde mentre all’orizzonte nuvole di mangrovie verdi, verdissime, fanno capolino in mezzo all’oceano, lontano dalle civilizzate terre emerse, per ospitare colonie di uccelli che vivono e si riproducono solo in mare aperto, lontano anni di luce dall’inquinamento acustico delle nostre società. Ci sono emozioni che richiedono silenzio. Viaggi che trasformano l’assenza di rumore in estatica contemplazione, nel rasserenante piacere di riconnettersi con la natura, nell’attesa di cogliere il fruscio delle foglie, un battito d’ali, la melodia di un ruscello. Di tornare in all’essenza, diventandone parte.
All’alba, quando a oriente l’orizzonte pennella di sfumature dorate la Cima Paganella o il massiccio di Cima Tosa, e al tramonto, durante quello scenografico spettacolo ribattezzato Enrosadira, che accende di nuance infuocate le Dolomiti di Brenta, la natura si risveglia, offrendo a chi lo cerca un universo parallelo. Aquile reali che volteggiano fiere nei cieli rocciosi, galli cedroni che si aggirano negli antichi boschi ricamati di abeti e di larici del Parco Naturale Adamello Brenta oppure la pernice bianca in cerca di praterie alpine, ghiaioni, massi e pietraie, sopra i 1.800 - 2.000 metri, a caccia di germogli, foglie, bacche e piccoli insetti. Spettacoli che da sempre si alternano nella penombra, visibili a chi si nutre di silenzio, di spirito di osservazione, di introversa essenza. Si rimane in attesa, passo dopo passo, lungo i sentieri del geoparco, per ascoltare il cinguettio acuto e vibrante del fringuello alpino, le solitarie e struggenti melodie del pettirosso, le note basse e ripetitive del merlo dal collare che riecheggiano tra i monti come una nostalgica cantilena.
Distese infinite di praterie, intervallate da profonde quanto millenarie fenditure nelle rocce color miele scolpiscono un macrocosmo di oltre 200 chilometri quadrati, troppo spesso ignorato dalle rotte battute dal turismo mondiale: è questo il palcoscenico di un altro spettacolo silenzioso che proietta l’essenza in un tempo sospeso dove le leggende dei Pueblo, che abitavano su questi altopiani dal VI al XIII secolo, si intrecciano ai canti e alle melodie di oltre duecento specie di uccelli. In questo lembo di Colorado sud-occidentale, dove si adagia il Parco Nazionale di Mesa Verde, i maestosi Falchi Pellegrini volteggiano alti nel cielo mentre l'Aquila Reale si apposta silenziosa lungo i bordi dei canyon della Valle Montezuma. Paesaggi dal fascino drammatico inondati dalle vibranti melodie dello Scricciolo del Canyon, della Rondine verde e viola che sfreccia velocissima verso l’orizzonte. Addentrandosi nei sentieri boschivi il silenzio è preludio di canti armoniosi e caleiscopiche livree, quella della Tanagra Occidentale, dal capo rosso-arancio, o dello Zigolo di Lazuli, dal corpo azzurro brillante e dal romantico petto cannella. Tutto intorno, il paesaggio suggerisce sorprendenti scoperte e assenze di rumore colmate dallo scorrere lento, lentissimo, del tempo.
Un orizzonte di rosei granelli corallini si alternano a nuvole di sabbia bianchissima e a microcosmi verdissimi, come la Laguna di Codrington, dimora di migliaia di mangrovie dalle eleganti radici sospese tra due mondi, tra il cielo e il mare. La remota isola di Barbuda, in quelle Piccole Antille che separano l'Oceano Atlantico a est dal Mar dei Caraibi a ovest, a circa 40km a nord di Antigua, è la scenografia di un altro spettacolo che riporta all’essenza. In questo fazzoletto di terra emerso dalle profonde acque dell’Oceano, è custodito il Frigate Bird Sanctuary, riserva protetta, accessibile solo a bordo di piccole imbarcazioni, dove trovano riparo migliaia di Fregate: nel silenzio più assoluto si osservano gli esemplari maschi gonfiare il loro sacco golare rosso brillante, formando un grande e surreale palloncino per corteggiare le femmine. Un’esibizione unica, in genere preclusa agli esseri umani, che merita di essere ammirata almeno una volta nella vita.
Senza volare oltreoceano, addentrandosi in quel piccolo mondo antico dove il tempo sembra essersi fermato, a solo un’ora e mezza in auto dalla sfavillante Venezia, si ascolta in silenzio un altro racconto. Quello secolare di umili pescatori e aironi che vivono complici da sempre in un mosaico, dove le tessere sono composte di terra e acqua, di isole, barene e canali. Qui tra gli ambienti umidi della Riserva Naturale Valle Cavanata e della Riserva Naturale Foce dell’Isonzo la vita assume il ritmo del canto degli uccelli, dei silenziosi passi di garzette, germani reali, gabbiani, rondini di mare ma anche dei voli radenti del falco di palude e del gheppio, intenti a cacciare nei canneti. Ci si apposta nei capanni in legno e lungo le passerelle e si scopre il privilegio di ammirare la natura senza interferire con lo scorrere del tempo. Ascoltando oche, cigni e uccelli migratori sussurrare avventure esotiche in paesi lontani. Dove presto torneranno, spiccando il volo, in assoluto silenzio.
Dolomiti di Brenta: Parco Naturale Adamello Brenta, pnab.it
Parco Nazionale di Mesa Verde: visitusaparks.com
Barbuda: visitantiguabarbuda.com
Laguna di Grado: grado.it